GuidoBenedetti
"Ingegnere per vocazione, fotografo per passione"
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LE NEWS
ovvero
PENSIERI&PAROLE DAL [MIO] MONDO

Via Imperiale | KaiserStrasse

date » 15-11-2022 22:59

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Ecomuseo Quattro Vicariati aps (associazione di promozione sociale)
presenta
Via Imperiale | KaiserStrasse

da ricerca fotografica personale a memoria collettiva

L'autore della ricerca fotografica, Guido Benedetti, presenterà il lavoro fin qui svolto e ci proporrà un suo possibile sviluppo con la diretta partecipazione della comunità di Mori: in questo modo il progetto, da "ricerca fotografica personale", si evolverebbe in "memoria collettiva".
L'idea è quella che, attraverso le visioni delle diverse immagini (realizzate seguendo alcune linee metodologiche), si possa facilitare in tutti gli osservatori il riaffiorare di ricordi personali o di comunità legati ai luoghi fotografati.

Gianmario Baldi dialoga con l’autore del progetto Guido Benedetti.

Venerdì 02 dicembre ore 20,30 sala ARCA, via San Giovanni - Mori Vecchio

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locandina.jpg (123.3 KB)

Ganzegna d'autunno | ©2022

date » 02-10-2022 22:49

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Foto|Photo © Guido Benedetti


"La Ganzega d’autunno ogni anno propone un tema diverso che fa da filo conduttore alla proposta culturale presentata nel proprio programma, quello di quest’anno porta il titolo “1880|1930 dalla sussistenza agricola all’industria della seta e del tabacco“.
Con questa 24^ edizione l’evento vuole testimoniare gli anni di grande cambiamento agricolo e industriale che hanno segnato il territorio della Vallagarina, celebrando l’amore per la terra, la voglia di vivere e di far festa dei nostri avi raccontando uno spaccato della vita di quei tempi attraverso tante iniziative per adulti e bambini.
Un vero e proprio viaggio nel tempo con sfilate in costumi d’epoca a cui parteciperà anche la Principessa Sissi, mostre fotografiche, musica dal vivo, piatti e vini del territorio serviti nelle corti e nelle trattorie, spettacoli teatrali, musical show e una speciale proposta per gli amanti della vacanza in camper con possibilità di sosta in aree dedicate e attività ad hoc.
Fra gli appuntamenti da non perdere “La MAR e le sue sorelle” una serata culturale in programma il 29 settembre al Teatro Sociale Gustavo Modena di Mori che vedrà l’intervento di diversi illustri relatori sul tema dei trasporti in Trentino e in area euro-regionale con un’attenzione agli eventi passati, presenti e che potrebbero verificarsi in futuro."

fonte: https://www.visitrovereto.it/vivi/eventi/ganzega-autunno/

DESCRIVERE PER PROGETTARE | 27.09.2022

date » 29-09-2022 10:59

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DESCRIVERE PER PROGETTARE
Giorgio Ceriani

Ingegnere e fotografo

Un grosso ringraziamento agli organizzatori per l'invito a partecipare a questa tavola rotonda. E' stato un bel momento di approfondimento e confronto tra noi oltre che, spero, di stimolo per tutti gli studenti presenti in sala.


Foto|Photo © Guido Benedetti


Foto|Photo © Sabrina Benedetti


TURISMO E PAESAGGIO: Sguardi sul Garda | 20.09.2022

date » 18-09-2022 21:59

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L’ASSOCIAZIONE FOTOGRAFICA IL FOTOGRAMMA
presenta la conferenza
TURISMO E PAESAGGIO: Sguardi sul Garda
Relatore: MAURO GRAZIOLI
MARTEDI' 20 SETTEMBRE 2022 - ALLE ORE 20.30
presso il FORTE ALTO di NAGO
Comune di Nago-Torbole


Dalle visioni letterarie di Goethe a quelle di Lawrence; da Kafka a Thomas Man, da Max Brod a Karl von Heigel. Dalle rappresentazioni fotografiche del primo Novecento a quelle più recenti. Dal turismo della belle époque ai richiami dei giorni nostri.
Lo sguardo sul Garda si è dilatato in un viaggio di parole immagini che hanno contribuito a plasmare l’immagine della nostra terra, ma che la corsa del tempo moderno non sempre riesce a custodire, salvaguardando le bellezze di «un paradiso: il più bello mai conosciuto», come scriveva Cläre Sudermann.

Ingresso Libero
******L'evento è organizzato nell'ambito della rassegna fotografica #GARDATURISMOOLTRE, un progetto di investigazione fotografica avviato dall’associazione culturale il “Fotogramma” di Nago ancora nel 2019.
A causa delle vicende pandemiche, la mostra è stata inizialmente proposta solo nell’ambito di uno specifico spazio web (www.gardaturismooltre.it) e, solamente ora, ad oltre tre anni di distanza dal primigenio progetto, ha potuto trovare un suo compiuto format espositivo.
In continuità con alcune precedenti ipotesi di lavoro condotte sul territorio, “Il Fotogramma” ha deciso di attivare gli sguardi dei fotografi verso un ambito tematico che fosse particolarmente significativo per il bacino geografico entro cui, con specifiche iniziative, opera il “Fotogramma”.
Da qui è nata l’idea di guardare alle possibili forme e declinazioni del turismo, pensando ad una fotografia che non fosse il mero esercizio verso le sole cose “belle” o dal taglio, come spesso accade per questo tipo di immagini, esclusivamente estetico/contemplativo.
Il progetto è stato quindi pensato con un focus di analisi capace di dedicarsi a quelle forme di turismo, o verso aspetti di esso, meno noti, meno prevedibili e, forse, più in linea con il ripensamento che, su questo comparto, a 360° (significativamente ancor più dopo le vicende della pandemia) viene oggi operato da parte di tutti gli operatori e gli attori che si occupano di turismo.
L’hashtag “#Gardaturismooltre”, è divenuto così una sorta di “bandiera concettuale” attorno alla quale far ruotare le azioni e le strategie fotografiche degli autori, che hanno accolto la sfida di restituire, visivamente, questo impegnativo tema.
Per organizzare il materiale raccolto, il cui bacino d’indagine è compreso nella zona geografica che si estende tra il Lago di Garda, Ledro e fino a Dro, si sono organizzate le immagini in aree tematiche, dentro le quali, indipendentemente dal singolo approccio autoriale operato (alcuni autori hanno eseguito più ricerche), sono state fatte confluire le fotografie che meglio si prestavano ad intercettare un aspetto specifico dell’indagine complessiva.
In linea generale le AREE TEMATICHE che rappresentano, nel loro complesso, l’identità visiva di questo progetto da parte del “Fotogramma”, sono le seguenti:
- il turismo eco / sostenibile e per chiunque
- il turismo come opportunità di dialogo interiore
- il turismo come riscoperta dei luoghi e come viaggio
- “Dietro le quinte”
- “Diacronie”
Una lettura poliedrica ed articolata che, ancora una volta, sancisce alcune prerogative della fotografia che, da mera rappresentazione estemporanea sui luoghi del turismo, per lo più circoscritta ad immagini “WOW!”, diviene un sottile, quanto persistente, filo rosso per spiegare e comprendere un territorio e le dinamiche che in esso si sviluppano.
Luca Chistè / Phf Photoforma / sett. 2022
www.gardaturismooltre.it

AUTORI:
Dalila BECECCHI
Paolo BENAGLIO
Guido BENEDETTI
Andrea BENUZZI
Sonia CALZA'
Annalisa CERVI
Ivana DONNO
Francesco FRANZOI
Franco PENNA
Silvia RIZZI
Eddy ROSA'
Adriana TAVERNINI
Norma TODESCHI
Laura ZINETTI

ALBERI IN CITTÀ - un bilancio della mostra

date » 17-09-2022 17:18

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Il momento dei bilanci di solito è un momento melanconico; in questo caso, però, alla melanconia si affianca la gioia per la consapevolezza che questo lavoro era necessario e farà bene alla città e ai suoi abitanti (alberi compresi).
Riporto di seguito il post di Luca Chistè con le sue considerazioni a chiusura della mostra “Alberi in città”

** BILANCI **
#“Alberi in città”, dati rendicontati alla mano, ha avuto più di 1.300 visitatori.
Un risultato davvero lusinghiero che, forse, nessuno di noi si sarebbe aspettato.
Altre rassegne, anche in luoghi prestigiosi, pure su temi credo interessanti, non hanno avuto una simile partecipazione di pubblico.
Abbiamo provato ad analizzare le variabili di questo risultato,:
- In primo luogo, la scelta del tema. Qualcuno, da più parti, ci ha indicato che “Questo lavoro era necessario…”. Il tema, per ragioni diverse, correlabile alla percezione della qualità della vita e al valore dell’ambiente decretato dalle persone ai luoghi urbani e agli spazi verdi pubblici, è risultato di grande interesse per tutti coloro che hanno avuto modo di visitare la rassegna
- Un altro aspetto importante, è stata la scelta dell’esposizione. Spesso si pensa a Torre Mirana come ad un luogo le cui sale erano (almeno fino a qualche tempo fa) posizionate sottoterra. Una scala, peraltro non propriamente comoda, permetteva di agire a quegli spazi. La Sala Thun, invece, rispetto a quella logistica, non ha nulla a che vedere. Completamente ripristinata, la sala si presta come uno spazio accogliente e ben illuminato.
I pannelli – quanto mai adatti per un uso espositivo – sono colorati di un grigio medio e dotati – ciascuno – di una propria fonte di luce per illuminare le opere, che le rende particolarmente apprezzabili. A completare un allestimento, già bello di suo, l’idea della curatrice della mostra, di collocare alcune grandi piante “urbane” all’interno degli spazi. Una scelta azzeccata, molto gradevole e apprezzata da tutti i visitatori, visto che questi “complementi di arredo”, hanno saputo creare un dialogo, percettivo e concettuale, con il tema proposto dall’indagine.
- La varietà di sguardi, su cui si sono concentrate le singole letture autoriali. Un percorso composito che ha permesso di far dialogare, verso una prospettiva sinergica, le diversità di approccio, così come accaduto con le diverse indagini condotte sul territorio nel corso degli ultimi anni (ricordiamo tutte le rassegne in ambito B.I.T.M.)
- L’aver ipotizzato, da parte della curatrice, tre diversi incontri tematici, veri e propri “parallel events”, dedicati al tema degli alberi urbani (uno era l’incontro con i fotografi) ed ai progetti che li caratterizzano.
- Il supporto, motivazionale, di chi aveva il controllo dello spazio espositivo. Ovvero Giustina, che invece di rimanere passivamente seduta ad aspettare i visitatori, ha promosso la rassegna con una guardiania attiva.
Tutto bene, quindi?... Sì, anche se accanto alla grande soddisfazione esistono sempre margini di miglioramento, come in tutte le cose ed in tutti i processi legati a questi eventi.
Per esempio, per citarne qualcuno, la durata della rassegna. Sarebbe stato bello che questa rassegna, così partecipata e sentita dalla città, avesse potuto essere esposta più a lungo. Dopo la chiusura, infatti, ho ricevuto diversi messaggi da parte di coloro che, dispiaciuti, mi hanno segnalato come l’evento sia durato poco. Esigenze contingenti, ovviamente, esistono sempre.
La stampa delle immagini, in linea con i vincoli di budget (ma ormai, salvo qualche RARISSIMA eccezione è così ovunque), avrebbe potuto avvalersi di una qualità ancora superiore se si fosse utilizzato una diversa tecnica (con la fineart print, per esempio). Intendiamoci, il livello è stato comunque ottimo, ma con una diversa tipologia di stampa, le fotografie avrebbero potuto impreziosirsi ancora di più.
La sintesi di questo 1° bilancio (il 2° riguarda una “lettura” del progetto “Summer Photography” condotto a Mala di Sant’Orsola Terme con una serie di incontri autoriali) è tuttavia MOLTO POSITIVA.
La speranza di tutte le componenti attive della rassegna è che essa possa essere ora “esportata” in altri luoghi della città (le Circoscrizioni, ma sarebbe molto bello se finisse anche in qualche ateneo universitario, visto che fra i visitatori, molti erano studenti dell’Università).
Un ringraziamento quindi a tutti gli attori del progetto e, soprattutto, al pubblico, che con la propria presenza ci ha permesso di avere un indicatore attendibile di quanto possa essere utile la fotografia su temi di carattere ambientale ed urbano.
Luca Chistè

[P.S. il risultato di una rassegna è anche merito di coloro che si prestano, concretamente, per far sì che essa sia possibile.
Per questo, come in cento altre occasioni, colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Ferruccio Casalinga che, con la sua consueta generosità e abilità ha favorito l'allestimento della rassegna.
Grazie!]

** L'opuscolo/catalogo della rassegna è stato prodotto da Lineagrafica Bertelli **

#alberiincittà #trento #fotografiaautoriale #territorio #spazioverde #urbanphotography #urbanlandscape #urbanlandscapephotography

“Ipotesi per la descrizione di un paesaggio” di Italo Calvino

date » 14-09-2022 22:53

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“Ipotesi per la descrizione di un paesaggio” di Italo Calvino

“Ogni volta che ho provato a descrivere un paesaggio, il metodo da seguire nella descrizione diventa altrettanto importante che il paesaggio descritto: si comincia credendo che l’operazione sia semplice, delimitare un pezzo di spazio e dire tutto ciò che vi si vede; ma ecco che subito devo decidere se ciò che vedo lo vedo stando fermo, come di solito stanno i pittori, o almeno stavano, al tempo in cui i pittori dipingevano paesaggi dal vero – tempo che è durato tre secoli a dir tanto, cioè una fase molto breve della storia della pittura – oppure lo vedo spostandomi da un punto all’altro entro questo pezzo di spazio in modo da poter dire quello che vedo da punti diversi, cioè moltiplicando i punti di vista all’interno di uno spazio tridimensionale. Questo secondo sistema si presenta come il più giusto quando si tratta di uno spazio piuttosto ampio, che l’occhio non può abbracciare in un solo sguardo; e d’altra parte lo scrivere è un’operazione di movimento di per se.

Anche se adesso che sono seduto qui a scrivere sembro fermo, sono gli occhi a muoversi, gli occhi esteriori che corrono avanti e indietro seguendo la linea di lettere che corre da un margine all’ altro del foglio, e gli occhi interiori che anche loro corrono avanti e indietro tra le cose sparpagliate della memoria, e cercano di dare loro una successione, di tracciare una linea tra i punti discontinui che la memoria conserva isolati, strappati dalla vera esperienza dello spazio; devo ricostruire una continuità che si è cancellata nella memoria con l’orma dei miei passi o delle ruote che mi portavano lungo percorsi compiuti una volta o centinaia di volte. Dunque è naturale che una descrizione scritta sia un’operazione che distende lo spazio nel tempo, a differenza di un quadro o più ancora di una fotografia che concentra il tempo in una frazione di secondo fino a farlo sparire come se lo spazio potesse esistere da solo e bastare a se stesso.

Ma bisogna subito dire che mentre io scorro nel paesaggio per descriverlo come risulta dai diversi punti del suo spazio, naturalmente è anche nel tempo che scorro, cioè descrivo il paesaggio come risulta nei diversi momenti del tempo che impiego spostandomi. Perciò una descrizione di paesaggio, essendo carica di temporalità, è sempre racconto: c’è un io in movimento, e ogni elemento del paesaggio è carico di una sua temporalità cioè della possibilità d’ essere descritto in un altro momento presente o futuro.”

di Italo Calvino

#Gardaturismo/oltre - La mostra | ©2022

date » 14-09-2022 21:21

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IL FOTOGRAMMA presenta
#GARDATURISMOOLTRE
- rassegna fotografica -

dal 17 settembre al 2 ottobre 2022 FORTE SUPERIORE di NAGO
Comune di Nago-Torbole

INAUGURAZIONE
SABATO 17 SETTEMBRE 2022 ore 20.30


Orari della mostra con ingresso libero: tutti i giorni escluso il lunedì
dalle 10.30 alle 14.30 e dalle 15.30 alle 20.30

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#GARDATURISMOOLTRE è un progetto di investigazione fotografica avviato dall’associazione culturale il “Fotogramma” di Nago ancora nel 2019.

A causa delle vicende pandemiche, la mostra è stata inizialmente proposta solo nell’ambito di uno specifico spazio web (www.gardaturismooltre.it) e, solamente ora, ad oltre tre anni di distanza dal primigenio progetto, ha potuto trovare un suo compiuto format espositivo.

In continuità con alcune precedenti ipotesi di lavoro condotte sul territorio, “Il Fotogramma” ha deciso di attivare gli sguardi dei fotografi verso un ambito tematico che fosse particolarmente significativo per il bacino geografico entro cui, con specifiche iniziative, opera il “Fotogramma”.

Da qui è nata l’idea di guardare alle possibili forme e declinazioni del turismo, pensando ad una fotografia che non fosse il mero esercizio verso le sole cose “belle” o dal taglio, come spesso accade per questo tipo di immagini, esclusivamente estetico/contemplativo.

Il progetto è stato quindi pensato con un focus di analisi capace di dedicarsi a quelle forme di turismo, o verso aspetti di esso, meno noti, meno prevedibili e, forse, più in linea con il ripensamento che, su questo comparto, a 360° (significativamente ancor più dopo le vicende della pandemia) viene oggi operato da parte di tutti gli operatori e gli attori che si occupano di turismo.

L’hashtag “#Gardaturismooltre”, è divenuto così una sorta di “bandiera concettuale” attorno alla quale far ruotare le azioni e le strategie fotografiche degli autori, che hanno accolto la sfida di restituire, visivamente, questo impegnativo tema.
Per organizzare il materiale raccolto, il cui bacino d’indagine è compreso nella zona geografica che si estende tra il Lago di Garda, Ledro e fino a Dro, si sono organizzate le immagini in aree tematiche, dentro le quali, indipendentemente dal singolo approccio autoriale operato (alcuni autori hanno eseguito più ricerche), sono state fatte confluire le fotografie che meglio si prestavano ad intercettare un aspetto specifico dell’indagine complessiva.

In linea generale le AREE TEMATICHE che rappresentano, nel loro complesso, l’identità visiva di questo progetto da parte del “Fotogramma”, sono le seguenti:

- Il turismo eco / sostenibile e per chiunque
- Il turismo come opportunità di dialogo interiore
- Il turismo come riscoperta dei luoghi e come viaggio
- “Dietro le quinte”
- “Diacronie”

Una lettura poliedrica ed articolata che, ancora una volta, sancisce alcune prerogative della fotografia che, da mera rappresentazione estemporanea sui luoghi del turismo, per lo più circoscritta ad immagini “WOW!”, diviene un sottile, quanto persistente, filo rosso per spiegare e comprendere un territorio e le dinamiche che in esso si sviluppano.

Luca Chistè / Phf Photoforma / sett. 2022

www.gardaturismooltre.it
AUTORI:
Dalila BECECCHI
Paolo BENAGLIO
Guido BENEDETTI
Andrea BENUZZI
Sonia CALZA'
Annalisa CERVI
Ivana DONNO
Francesco FRANZOI
Franco PENNA
Silvia RIZZI
Eddy ROSA'
Adriana TAVERNINI
Norma TODESCHI
Laura ZINETTI

Si ringrazia il Comune di Nago-Torbole per il Patrocinio dell'iniziativa
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Il Fotogramma - Nago
Piazza Gazzoletti, 8
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"Alberi in città": un omaggio alla popolazione vegetale di Trento

date » 12-09-2022 21:12

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Articolo sul Quotidiano Adige online.
Un sincero ringraziamento all'Adige per aver pubblicato questa bella recensione sul sito del quotidiano, relativa alla rassegna, "Alberi in città".
Un'ulteriore testimonianza che il progetto è sentito e partecipato.
Grazie a Giovanna Ulrici (Servizio Gestione strade e parchi del Comune di Trento), Stefano Albergoni (Do.it Ambiente Trentino) e Luca Chistè (Phf Photoforma) per avermi coinvolto nel lavoro assieme a Dalila Bececchi e Francesco Franzoi, e a Patrizia Niccolini, collaboratrice del Quotidiano e autrice di questa bella presentazione del nostro lavoro.
Un grosso grazie infine ai visitatori che ci hanno donato i loro apprezzamenti e fatto pervenire i loro commenti!...

-------di Patrizia Nicolini
A Torre Mirana entrano le aree verdi di Trento, un mondo narrato nella mostra fotografica "Alberi in città", ideata al termine del lavoro svolto nell'ambito del progetto europeo "Alptrees", finanziato dal programma "Interreg Spazio Alpino 2014-2020" e dedicato alla conoscenza delle specie arboree non native e agli impatti climatici nel territorio alpino, con l'obiettivo di elaborare una strategia transnazionale europea mirante alla gestione e uso sostenibile.
L'esposizione, a cura di Giovanna Ulrici (Servizio Gestione strade e parchi del Comune di Trento), Stefano Albergoni (Do.it Ambiente Trentino) e Luca Chistè, è basata su quattro percorsi di ricerca e di scoperta degli alberi urbani, visitabili tutti i giorni fino al 14 settembre (10-13 e 15-19), e "sfogliabili" nel catalogo edito da Bertelli Editori, spaziando tra i paesaggi onirici di Luca Chistè, le analisi urbane di Guido Benedetti, i giganti accudenti di Francesco Franzoi e le poesie di Dalila Bececchi.
«Si tratta di un doveroso omaggio alla popolazione vegetale che abita gli spazi della città attraverso un linguaggio per immagini di sorprendenti opere d'arte naturali - spiega Ulrici -. Gli alberi della città sono dispositivi di vita sostenibile, fondamenta del suolo, regolatori di economia idrica, di raffrescamento, di energia chimica e di ossigeno».
Inoltre, nella sale della mostra si terranno tre incontri di ecologia urbana, il 6, 9 e 13 settembre, alle 17.30, presentando alcuni lavori svolti per "Alptrees". Al progetto, partito nell'ottobre 2019 e coordinato dall'Istituto di ricerca forestale, rischi naturali e paesaggio di Vienna, hanno partecipato Francia, Germania, Austria, Slovenia e Italia, rappresentata dal Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione E.Mach di S.Michele all'Adige, dal Comune di Trento e dal Consorzio Langhe Monferrato e Roero, e dal Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento nel ruolo di "osservatore".
All'incontro conclusivo, svoltosi in maggio alla Fondazione Mach, è stato presentato anche il docufilm divulgativo "Alptrees" (50', 2021) realizzato da Aringa Studio di Trento, in collaborazione con FEM, nei 5 Paesi partner e premiato in giugno con il Trophee d'argent al "Deauville Green Awards", Festival International du Film Responsable (ecco il trailer ufficiale).
Primo incontro in programma martedì 6 settembre, sugli "Alberi ovvero la città (in)visibile-incontra i fotografi"; si prosegue venerdì 9 con Claudio Maurina e Luca Casagrande per parlare di "Programmi di gestione delle aree boscate sul Doss Trento e a Gocciadoro", infine martedì 13 con Nicola La Porta (Centro Ricerca FEM) per scoprire "Gli alieni verdi delle nostre città. Convenienza, utilità e rischi delle specie arboree non native".

1_Alberi_in_citta.jpg2_Alberi_in_citta_i_fotografi.jpg

ALBERI in città

date » 04-09-2022 09:23

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PRESENTAZIONE

La mostra fotografica Alberi in città è stata ideata al termine del percorso di lavoro svolto nell’ambito del progetto europeo Alptrees, dedicato alle specie arboree non native e agli impatti climatici nel territorio alpino. Tra i paesaggi onirici di LUCA CHISTÈ, le analisi urbane di GUIDO BENEDETTI, i giganti accudenti di FRANCESCO FRANZOI e le poesie nel dettaglio di DALILA BECECCHI, si dipanano quattro percorsi di ricerca e di scoperta degli alberi urbani.

Si tratta di un doveroso omaggio alla popolazione vegetale che abita gli spazi della città, attraverso un linguaggio per immagini di sorprendenti opere d’arte naturali. A volte, forzati e costretti in luoghi impropri, sono minaccia, impedimento, inciampo. Altre volte, protagonisti assoluti di spazi di comunità, sono benessere, consolazione, gioia. In ogni caso gli alberi della città sono dispositivi di vita sostenibile, fondamenta del suolo, regolatori di economia idrica, di raffrescamento, di energia chimica e di ossigeno.

Nella sala della mostra sono proposti TRE INCONTRI DI ECOLOGIA URBANA: si parla della casa che è la nostra città e territorio, presentando alcuni dei lavori svolti per Alptrees in cui la cura e il sapere degli alberi rappresentano un progetto e un impegno pubblico.

[Giovanna Ulrici]
--------------
DALILA BECECCHI
Forme e pelle degli alberi


A incontrare l’essenza e l’anima degli alberi, con un linguaggio asciutto e introspettivo, reso possibile dalla scelta calligrafica del bianco/nero, ci aiuta il lavoro, intimo e delicato, di Dalila Bececchi. Un’autrice che non è nuova a questo tipo di indagini, già consolidate anche in pregresse esperienze espositive.
Basandosi su un’interpretazione personale, molto vibrante e acuta, con tratti di autentica empatia con le forme degli alberi, questa autrice ne disvela la loro intima essenza, conducendo anche gli osservatori più distratti dentro la pelle degli alberi, la loro storia, le loro radici.
Un percorso visivo che ci permette, grazie alla tipologia e alla natura dei contrasti impiegati, di entrare in sintonia con le forme degli alberi, che si attorcigliano, si contorcono, si distendono. Alberi che respirano, ossigenano, e che, nelle immagini di questa fotografa, lasciano intravedere, anche dalla complessità delle loro forme, quanto viva possa essere la materia di cui si compongono e quanto essi siano importanti, anche nelle realtà urbane, per il nostro benessere psico-fisico.
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GUIDO BENEDETTI
Alberi nell’estetica urbana


Guido Benedetti ci accompagna nella perlustrazione dello spazio urbano cittadino, di cui gli alberi costituiscono una parte evidente, sia in termini identitari, sia come micro-contesti nell’ambito dei quali i cittadini sperimentano quel diffuso sistema di “caring ambientale”, che è tratto peculiare della città di Trento.
Essenziali e rigorose, le inquadrature di Guido Benedetti, con la loro cifra documentaria, offrono una lettura degli spazi urbani dedicati agli alberi entro la quale la cifra stilistica di questo autore viene esercitata ricercando composizioni e simmetrie formali, a forte valenza geometrica e prospettica, capaci di restituirci quell’ininterrotto dialogo che, i luoghi del verde, intrattengono con le strutture dell’abitare un territorio.
Una sequenza colta con il rigore della fotografia documentaria e con la valenza interpretativa da parte di chi, in più di una circostanza, si è dimostrato in grado di leggere il territorio e di rappresentarlo, visivamente, con l’ausilio di precise e strutturate coordinate metodologiche di analisi.
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LUCA CHISTÈ
Trento, città d’alberi


Questo lavoro è volto a chiarire la relazione esistente fra il paesaggio (antropico od urbano), in termini di percezione, e coloro che lo osservano o lo vivono nelle ore notturne. La specificità delle luci, delle atmosfere – silenti e rarefatte – dei parchi o di molte aree verdi urbane, ci permette di apprezzare l’esistenza degli alberi come entità che, in qualche modo, offrono una cifra articolata della loro importanza per il nostro tessuto urbano e per la qualità della nostra vita.
Le ore notturne, sia per il paesaggio in generale, sia per gli spazi verdi in particolare – siano essi parchi o alberi utilizzati come semplici elementi di arredo urbano – ci offrono la possibilità di esperire, con questi luoghi, una relazione unica, basata su una diversa predisposizione mentale e psicologica, aiutandoci a ridefinire il modo stesso in cui concepiamo il rapporto fra lo spazio dove abitiamo e le aree verdi. L’indagine, condotta dalle ore del crepuscolo e fino a notte fonda, ha colto luci e atmosfere che sembrano svelare il misterioso legame che la natura selvaggia intrattiene con la città.
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FRANCESCO FRANZOI
Vivere gli alberi


Da sempre legato a temi narrativi di forte ispirazione reportistica o del “daily life”, Francesco Franzoi, sia in termini contenutistici, sia in termini calligrafici, offre una lettura acuta e originale di questo tema, regalandoci una serie di immagini capaci di mettere in relazione gli alberi e gli spazi verdi intesi come spazi di comunità.
Scatti per lo più “rubati”, frutto di appostamenti e mai banali. Immagini pensate per far capire, sia in termini sociali, sia in relazione alle attività di pianificazione delle aree verdi da parte delle istituzioni, quanto essi siano importanti per la qualità della vita e del nostro tempo libero.
Come nel caso di Dalila Bececchi, anche questo autore, al fine di permettere la massima focalizzazione sul tema, favorendo una lettura quanto più accurata del legame esistente fra le persone e gli alberi, fa impiego di un bianco/nero rigoroso e bilanciato, capace di rifuggire da facili e prevedibili soluzioni grafico/estetiche.
Pienamente iscritte dentro una forma di narrazione basata sull’immediatezza e la semplicità, le fotografie di Francesco Franzoi, ci raccontano di come le cose appaiono e, in questo specifico caso, così come reso evidente dal percorso espositivo generale, di quanto sia “strategico” e rilevante lo spazio verde pubblico, di cui gli alberi costituiscono l’accentuazione più evidente e caratteristica.
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CURATELA RASSEGNA
Giovanna Ulrici (Comune di Trento), Stefano Albergoni (Do.it - Ambiente Trentino), Luca Chistè (Phf Photoforma)

CATALOGO
Bertelli Editore
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Inoltre, sono organizzati tre momenti di approfondimento legati alla mostra:

martedì 6 settembre ore 17.30
Alberi ovvero la città (in)visibile - incontro con i fotografi
Quattro progetti di esplorazioni urbane per immagini
con Luca Chistè, Dalila Bececchi, Guido Benedetti, Francesco Franzoi

venerdì 9 settembre ore 17.30
Programmi di gestione delle aree boscate sul Doss Trento e a Gocciadoro
Convivenze tra parchi urbani e Aree protette
con Claudio Maurina e Luca Casagrande

martedì 13 settembre ore 17.30
Gli alieni verdi delle nostre città
Convenienza, utilità e rischi delle specie arboree non native
con Nicola La Porta

Ulteriori info: www.photoforma.it/alberi-in-citta/

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Alberi_cartolina_web.pdf (2.01 MB)

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